Il 27 Novembre del 1942, a Seattle, veniva alla luce James Marshall Hendrix. E da quel giorno, nulla nel mondo della musica fu più lo stesso. Come un fulmine che squarcia l’orizzonte ed illumina improvvisamente il cielo, James, rinominato Jimi, cambierà la visione che chiunque aveva della musica rock, donandole per la prima volta un vero e proprio significato culturale. La sua esecuzione di “The Star Spangled Banner” durante il festival di Woodstock è ancora oggi il simbolo più iconico della protesta hippie contro la guerra nel Vietnam. Ancora più famosa (e non è un’impresa da poco) è l’immagine dove si inginocchia davanti alla sua Fender Stratocaster, data alle fiamme, quasi a volerne evocare lo spirito nascosto all’interno.
76 anni dopo, spiegare chi era e cos’ha significato Jimi Hendrix per l’universo musicale è un’impresa già tentata da molti prima di questo blog. Noi, non sentendoci all’altezza di raccontare del perché in soli 27 anni (già, anche lui nell’anno maledetto delle rockstar) Hendrix si è eretto come un Dio sopra il popolo del rock n’roll, abbiamo deciso di far parlare alcuni personaggi che da lui sono stati ispirati.
FRANK ZAPPA
Una delle figure più controverse del panorama musicale del Novecento. Da molti considerato un genio per le numerose sperimentazioni proposte durante la sua carriera, Zappa sarà anche ricordato per un carattere non proprio avvezzo a complimenti o carinerie.
La migliore cosa che si possa dire su Jimi Hendrix è che c’è stata una persona che avrebbe davvero fatto bene a non fare uso di droghe
ALVIN LEE
Il chitarrista britannico, che con Hendrix ha condiviso anche il palco del “Three days of peace and music” più famoso della storia, aveva chiaro in mente quanto Jimi fosse superiore a qualsiasi tentativo di categorizzazione.
Hendrix non era bianco o nero. Hendrix era Hendrix
JOE SATRIANI
Uno dei più famosi chitarristi della seconda metà del secolo. Un vero e proprio teorico dello strumento, che tra i suoi allievi (nel periodo in cui dava lezioni per guadagnarsi da vivere) conta nomi come Steve Vai o Kirk Hammett. Se un giorno vi capitasse di chiedergli chi è il suo chitarrista preferito, probabilmente la sua risposta somiglierebbe a questa:
È ancora e sarà sempre il mio preferito. Ho deciso che avrei suonato tutta la vita dopo aver saputo della sua morte. Ho iniziato a prendere lezioni di chitarra, una volta gli ho portato Purple Haze e gli ho chiesto di insegnarmi. Ha iniziato a suonare e la sua versione era orribile. Mi sono detto: “Non proverò mai a imitarlo. Non profanerò mai questa musica”. E ho mantenuto la promessa, pensavo che suonare Jimi fosse un sacrilegio
CHRIS CORNELL
Scomparso lo scorso maggio, l’icona della musica grunge e di tutta la generazione degli anni Novanta, ha condiviso con Hendrix anche le proprie radici. Entrambi nativi dello stato di Washington, Cornell non ha mai nascosto la sua stima verso le capacità musicali di Hendrix. A proposito di questo dirà:
Quando imbracci la chitarra acustica, sono le parole ad essere il punto focale. A meno che tu non sia il Jimi Hendrix della chitarra acustica: a quel punto sono le parole che hanno bisogno di avere un significato
BERNANDO BERTOLUCCI
Il regista italiano, simbolo di una generazione di intellettuali ribelli e viveur, ci ha lasciato ieri, e l’affetto che gli è stato tributato ha dimostrato quanto sia stato acclamato e stimato in vita. Anche Bertolucci non hai mai nascosto la sua ammirazione verso una figura così eclettica come Hendrix, tanto che nel film The Dreamers, decise di inserire un dibattito “religioso” che in qualche modo coinvolge anche il chitarrista di Seattle.
Io non credo in Dio, ma se ci credessi sarebbe un chitarrista nero e mancino

Un pensiero riguardo “TANTI AUGURI JIMI HENDRIX: QUANDO DIO TIENE IN MANO UNA CHITARRA”