È mezzanotte e mezza.
Anche la città sembra si stia pian piano spegnendo, tanto i rumori all’esterno si fanno deboli e lontani. Mezza sigaretta ancora accesa forse mi basterà per raccontare quest’episodio così singolare nella storia della musica.
Sono seduto, le gambe incrociate reggono il computer, e dalle casse si può ascoltare, seppur a volume molto basso, una voce debole, un po’ rauca, ma che conserva comunque la sua delicatezza. “No I don’t have a gun” continua a ripetere la voce. È inconfondibile, è la voce di Kurt Cobain, e quello che sto ascoltando è il concerto per MTV Unplugged registrato dai Nirvana a New York.
Oggi infatti, tornando indietro di 25 anni, l’emittente televisivo americano trasmetterà per la prima volta questo magnifico spettacolo di musica e di anima. All’epoca Cobain era ancora su questa terra, combattuto con i suoi demoni per restare aggrappato ad essa. In quel periodo della sua vita stava provando a disintossicarsi, ma lo stress di dover tenere un intero concerto in acustico lo sfinì a tal punto che dovette riprendere con l’eroina il giorno stesso dello spettacolo.
Il palco è addobbato con candele nere, lampadari di cristalli e corone di gigli. “Come un funerale“. Questa sarà proprio la disposizione data dal cantante di Seattle a chi gli aveva chiesto come avrebbe voluto l’allestimento per lo show. Si rivelerà più di un oscuro presagio solo qualche mese più tardi. I tre componenti della band entrano sul palco, per l’occasione accompagnati da Pat Smear, attuale chitarrista dei Foo Fighters, e dalla violoncellista Lori Goldston.
“Good evening”. Le uniche parole pronunciate da Cobain, prima che il travolgente giro di basso di Come As You Are (nel concerto trasmesso in TV verrà tagliata About a girl, prima traccia dello show) trasporti la gente in una dimensione alternativa, onirica, dove l’unica guida riconoscibile sarà rappresentata dalla voce del cantante. La dolcezza dello strumento acustico si fonderà perfettamente con l’interpretazione di Cobain, che regalerà al pubblico presente un’esibizione di una profondità emotiva unica. Ne esce l’immagine di un ragazzo schiacciato dal suo stesso peso. Di un’artista impaurito che la sua arte sia troppo grande per essere padroneggiata, costantemente combattuto tra la voglia di condividere con il proprio pubblico, e il timore di non riuscire ad esserne all’altezza.
Sarà un’esibizione atipica: i Nirvana, andando contro il format del programma, eviteranno le loro hit più famose, inserendo addirittura 6 cover su un totale di 14 brani. Alcune di queste, come The man who sold the world di David Bowie e Where did you sleep last night? di Leadbelly, rimarranno tra i brani più iconici della band.
L’esibizione, grazie anche alla copertura mediatica che MTV le donò dopo la morte di Cobain, resta sicuramente uno dei live più famosi della storia della musica, divenuto una vera e propria icona del periodo dei Novanta.
