Day 3. Anche stasera, tanto per cambiare, la puntata del Festival di Sanremo si apre con Baglioni che canta. Applausi e urla «Claudio! Claudio!». Stasera il pubblico sembra caldissimo, ma il bello deve ancora venire. E Baglioni deve ancora cantare, e cantare, e cantare…
Stasera sul palco dell’Ariston i restanti 12 concorrenti, e per spiegarlo Bisio e la Raffaele inscenano un simpatico spettacolo di mimo.
Il riassunto della puntata precedente, con i primi 12 cantanti in gara, la trovate qui
MAHMOOD – SOLDI
VOTO: 6
Il testo della canzone continua a non convincermi. Peccato, perché la parte strumentale è molto bella e l’idea del battito di mani dell’orchestra è meno scontata di quello che sembra.
ENRICO NIGIOTTI – NONNO HOLLYWOOD
VOTO 7,5
Suo nonno, tra un fischio e una pisciata, sarebbe fiero di lui. Un’ottima interpretazione, una voce rotta dall’emozione, una canzone sincera e un po’ paracula. Il pubblico apprezza e lui si prende la giusta ovazione.
ANNA TATANGELO – LE NOSTRE ANIME DI NOTTE
VOTO: 6,5
Un’esibizione pulita, senza sbavature e senza troppi eccessi. Qualcuno non ha apprezzato la poca sobrietà del vestito. Qualcun altro invece sì.
ULTIMO – I TUOI PARTICOLARI
VOTO: 8
Finalmente! Questa sera Ultimo dimostra perché alla vigilia fosse considerato il favorito di questa edizione. Sul palco si dimena, urla e stringe il microfono. Riesce a trasmettere l’emozione del suo pezzo, cosa che non aveva fatto nella prima serata.
RENGA – ASPETTO CHE TORNI
VOTO: 6
Posso fare un copia-incolla di una vecchia pagella di Renga? Sembra uno di quei non-più-giovani che entrano al bar di fiducia e il barista gli fa: «Il solito?»…«Il solito!».
IRAMA – LA RAGAZZA CON IL CUORE DI LATTA
VOTO: 7,5
Il carillon, il parlato, il canto, il coro gospel. Tante, tantissime cose, tenute però insieme con una buona padronanza del palco. Se non l’avessero vestito con il sipario dell’Ariston, passamaneria compresa, sarebbe stata un’esibizione fantastica.
PATTY PRAVO E BRIGA – L’ULTIMO OSTACOLO
VOTO: 5
Quest’anno il binomio vecchio/nuovo va molto di moda. È economico, sembra che piaccia, se ne interessano tutti, ma poi non funziona. Un po’ come Iliad.
SIMONE CRISTICCHI – ABBI CURA DI ME
VOTO: S.V.
A Simone Cristicchi non frega nulla di vincere il Festival. Con una canzone del genere ormai è chiaro che sia uno dei favoriti a portarsi a casa il premio della critica. La sua interpretazione, rotta più volte dall’emozione, gli vale una standing ovation del pubblico. Lui, con molta umiltà, ringrazia e si lascia scappare anche qualche lacrima.
BOOMDABASH – PER UN MILIONE
VOTO: 7
Clima molto da discoteca sulla spiaggia di Gallipoli. Forse perché il cantante è vestito da strobo. L’immagine del pubblico paleozoico di Sanremo che fa la onda con le mani a tempo vale da sola il voto di stasera.
MOTTA – DOV’È L’ITALIA
VOTO: 7,5
Motta riesce finalmente a tirare fuori il vero spirito di questa canzone, nonostante continui a vestirsi come uno che «Io stavo cor Libbanese». Bella presenza sul palco, non perfetto vocalmente, ma il messaggio arriva decisamente meglio rispetto alla scorsa esibizione
THE ZEN CIRCUS – L’AMORE È UNA DITTATURA
VOTO: 8
Amen! Appino e compagni tirano fuori un’interpretazione degna della loro carriera ventennale. «L’anarchia la trovi dentro ogni emozione»: e allora muoviamoci sul palco, facciamo stridere le chitarre, arrabbiamoci e urliamo il nostro messaggio! Un’altra storia rispetto al gruppetto timido della prima sera. Bravi!
NINO D’ANGELO E LIVIO CORI – UN’ALTRA LUCE
VOTO: TORNI AL PROSSIMO APPELLO
«Guardi, io ci credo che lei ha studiato per questo esame, ma mi spiace dirle che non ci siamo proprio»
FUORI CONCORSO
VIRGINIA RAFFAELE
VOTO: Ø
Stasera fa il passo decisamente più lungo della gamba. Canta “Mamma” di Claudio Villa, emulando un grammofono. Tenta un mash-up con Lo Stato Sociale che sono buono e non lo commento. Se poi non vi basta, poco dopo ha modo di peggiorare la sua situazione con un altro siparietto, noioso e per niente originale, duettando con Bisio in “Ci vuole un fiore” di Sergio Endrigo. Marchiatela per la vergogna.
ANTONELLO VENDITTI
VOTO: DAJE
Regala più emozioni lui in pochi minuti di che il Festival in tre serate. Con due canzoni – e che canzoni – riesce a far cantare la platea, il loggiato, la sala stampa, me e il mio coinquilino sul divano, e tutto il resto del pubblico a casa. L’occhiale a goccia con il frontalino è candidato a diventare patrimonio UNESCO nel 2019.
ORNELLA VANONI:
VOTO: (QUOTA) 100
Entra e si finge (finge?) una simpatica vecchietta con l’arteriosclerosi. Scambia il Festival di quest’anno con quello passato, ma questo glielo perdoniamo perché l’effetto copiaticcio l’ha dato un po’ a tutti. Bacia Patty Pravo, e questo non ho il fegato necessario per commentarlo.
IL GOBBO
VOTO: GRAZIE!
Il vero comico di questo Festival è lui, perché non funziona quasi mai e fa scherzetti un po’ a tutti. Ornella Vanoni e Virginia Raffaele non riescono a leggerlo, trasformando la loro performance in un karaoke ubriaco da pub (questo pub). Patty Pravo e Briga fanno lo stesso, steccando la loro esibizione. Nella seconda serata toccò a Bisio, pizzicato mentre aguzzava la vista verso il magico suggeritore.
