SANREMO 2019: LE PAGELLE DELLA FINALE

 

Il momento che stavamo aspettando da una settimana è finalmente arrivato: stasera si deciderà il vincitore del 69esimo Festival della canzone italiana! Manco a dirlo, anche questa puntata si apre con Claudio Baglioni (vestito da gelataio) che canta. E a quel punto decido che le pagelle le scriverò a quattro mani insieme ad una bottiglia di Chianti.

24 concorrenti in gara. Si esibiranno tutti, dopodiché verrano svelati i nomi dei tre finalisti che si giocheranno il trofeo in un’altra sessione di televoto. La serata si preannuncia già interminabile.

Il resoconto completo delle altre serate del Festival lo trovate qui

DANIELE SILVESTRI con RANCORE
VOTO: 9
Gli unici a non aver sbagliato un’esibizione in tutto il Festival. Questa sera hanno dato più spazio anche a Rondanini che li accompagnava alla batteria. Rancore ottimo nella parte rappata. Se qualcuno spiega a Bisio che non è un freestyler, siamo a cavallo.
A loro vanno il premio “Mia Martini” della critica, il premio “Lucio Dalla” della sala stampa e il premio “Bardotti” per il miglior testo. Per fortuna aggiungerei.

ANNA TATANGELO 
VOTO: 6
Sul palco dell’Ariston incanta con la sua bellezza. Una buona interpretazione la sua, dominata dall’emozione nel finale. Si lascia andare ma trova una buona soluzione per riprendersi.

GHEMON
VOTO: 7
Il ragazzo è migliorato di puntata in puntata, anche a livello canoro. Continuo a dire che sia lui quello che ha guadagnato più di tutti da questo Festival. Menzione d’onore al suo stylist, che è stato il personaggio più chiacchierato della settimana.

NEGRITA
VOTO: 5
Esibizione piatta la loro. Non vanno oltre quello che tutti si aspettavano, mancando la zampata per lasciare il segno. Da un gruppo storico come loro, in una finale ci si aspettava di più.

ULTIMO
VOTO: 6,5
Sa di essere lo strafavorito, e si gioca il tutto per tutto con un’interpretazione carica di emozioni. Forse un po’ troppo, e finisce per risultare finto e forzato. Arriva secondo, e nella conferenza dopo il Festival dimostra di non averla presa benissimo.

NEK
VOTO: 6
Esibizione senza infamia e senza lode la sua. L’impressione era che sapesse già di non avere possibilità nella vittoria finale. Nota di merito al suo direttore d’orchestra, che si muoveva come se fosse al Tomorrowland.

LOREDANA BERTÈ
VOTO: 5,5
Parte male, forse per un problema in cuffia, ma si riprende. Di sicuro non la sua migliore interpretazione, anche se il pubblico sembra amarla a prescindere. Inizio a chiedermi se il vestito sia lo stesso da 4 sere. Alla fine bacia di nuovo Baglioni. In fascia protetta.

FRANCESCO RENGA
VOTO: 4,5
Anche qui una performance che non lascia nulla. Non prova a premere sull’acceleratore per regalare qualcosa in più. In compenso, prova a premere sulla bionda in prima fila per avere il suo numero di cellulare. Lungimirante.

MAHMOOD
VOTO: 8
Il suo microfono non è accesso, ma lui non si scompone e riparte con grande serenità. Vestito come se avesse appena svaligiato un tabaccaio, al momento dell’annuncio della sua vittoria ha l’espressione stupita come davanti al brigadiere che lo porta in caserma per “fargli due domande”.

EX-OTAGO
VOTO: 4
Poveri cinghiali, nessuna delle loro esibizioni durante questo Festival è stata così potente da lasciare un segno. Provano a consolarsi andando a rimorchiare in gruppo tra le signore delle prime file. Boyband.

IL VOLO
VOTO: 5
Il trio italiano più noto all’estero dopo il “pizza, mafia e mandolino” si cimenta in un’ottima esibizione a livello canoro, ma piattissima a livello emotivo. Sembrano finti e costruiti anche nell’abbracciarsi a fine esibizione. Arrivano tra i finalisti, ma devono accontentarsi del gradino più basso del podio.

PAOLA TURCI
VOTO: 5,5
Non arriva alla sufficienza, colpa anche di qualche imprecisione vocale, dettata forse dall’emozione, e da un’interpretazione non delle migliori. Torna per la terza serata di fila a puntare tutto sullo scollo,  ma stavolta non paga.

ZEN CIRCUS
VOTO: 7
Una delusione. Nell’ultima serata in cui dovevano rischiare tutto e incendiare il palco, ripropongono la performance della prima sera, che non aveva convinto granché. Un voto in più perché si ubriacano prima dell’annuncio dei finalisti e iniziano a scrivere stronzate sui social.

PATTY PRAVO e BRIGA
VOTO: 6,5
È stata forse la loro miglior esibizione dall’inizio del Festival. E questo la dice lunga. Patty Pravo è riuscita a pietrificare l’Ariston, nel senso letterale della cosa.

ARISA
VOTO: 4
Poco lucida e poco precisa, a causa forse di qualche problema di salute. Si lascia sovrastare dall’emozione e non riesce nemmeno ad arrivare in fondo alla performance.

IRAMA
VOTO: 6
Uno dei favoriti per la vittoria, che non riesce però a valorizzare il suo pezzo. Bella l’intesa con il coro gospel, un po’ meno l’interpretazione nelle parti dove canta da solo. A lui va il Casamonica Award per i look meno sobri di tutta la competizione.

ACHILLE LAURO
VOTO: 7
Continua a non saper cantare, la sua irriverenza continua a infastidire, e il suo testo a essere accusato di incitare alle droghe. Tutte cose che a lui probabilmente vanno benissimo. Alla fine, si porta a casa la nomina di voce fuori dal coro di questa edizione.

NINO D’ANGELO e LIVIO CORI
VOTO: 5
Imprecisi, anche loro per dei problemi audio. Sono tornati il duo spento che abbiamo visto nella prima serata, con Nino d’Angelo spaesato e senza lucidità. Ma, notizia di oggi, Livio cori sembra sia Liberato, quindi la loro esibizione passa decisamente in secondo piano.

FEDERICA CARTA e SHADE
VOTO: 6
Un duetto messo insieme dalla loro casa discografica, nato e concepito per i passaggi radiofonici e gli streaming online. La loro esibizione è buona, ma le potenzialità del brano non vanno oltre la sufficienza.

SIMONE CRISTICCHI
VOTO: 8
La sua capacità è quella di ripetere più volte nel corso delle serate la stessa esibizione e renderla comunque emozionante. Preciso, sincero, tiene bene la tensione fino alla fine, dove come già successo si lascia sfuggire un po’ di commozione. A lui va il premio come miglior interpretazione del Festival.

ENRICO NIGIOTTI
VOTO: 7,5
L’unico che sul palco dell’Ariston le ha provate davvero tutte. Ieri sera si presenta con la voglia di spaccare il mondo, e ci regala un’interpretazione incazzata e piena di coraggio. Se continua così, il panorama musicale italiano un posto per lui potrebbe anche trovarlo.

BOOMDABASH
VOTO: 7
«Non ti cambierei, nemmeno per un milione». Io con voi lo farei per molto meno, ma ogni promessa è debito: il voto è tutto per aver fatto alzare, anche stasera, le signore dalle poltroncine e averle messe a ballare manco fossero al Bikini di Cattolica.

EINAR
VOTO: 4,5
Complice anche la tarda ora, è stata l’esibizione più sotto traccia dell’intera finale. Avesse cantato o no, il pubblico forse non avrebbe nemmeno notato la differenza.

MOTTA
VOTO: 7
Si presenta incazzatissimo sul palco, e ha ragione a mio parere. È l’ultimo cantante in gara nell’ultima serata, quindi decide di tirar fuori tutto quello che ha ancora da dare. Ottima esibizione, con grande grinta, e per una sera vestito come se non fossimo più negli anni ’70.

 

FUORI CONCORSO

EROS RAMAZZOTTI E LUIS FONSI
VOTO: 5
Eros arriva, canta, e si prende i meritati applausi dell’Ariston. Poi presenta Luis Fonsi e la loro nuova collaborazione. Sentire il latino americano a febbraio è un po’ come quando scopri che il re dei vampiri riesce a sopravvivere anche di giorno. Sei fregato.

ELISA
VOTO: 8
Il vero ospite internazionale di questo Festival è lei. Può piacere o meno, ma il suo talento e la sua crescita costante sono innegabili. Duetta con Baglioni sulle note di Luigi Tenco, e fa scendere una lacrima a tutto il teatro.

IL FONICO
VOTO: SOTTOZERO
Al Festival non ne ha beccata una. Tantissimi i disguidi tecnici che hanno caratterizzato questa edizione. Solo nella finale, problemi per Mahmood, a cui non si apre il microfono, Ramazzotti che ha l’audio in cuffia troppo alto, Achille Lauro e la Bertè. In caso di sparizione, le ricerche inizieranno domani dalle zone del Blackfriars Bridge.

Lascia un commento