X-FACTOR 12: LE PAGELLE DEGLI INEDITI

Ci siamo, stasera è la puntata che conta per davvero. Se fossimo nel mondo del calcio, stasera sarebbe il big match tra le prime due in classifica che si gioca a fine aprile, magari di sera, sotto la pioggia, così parti già incazzato e con la voglia di rompere tutto. E invece il quinto live di X-Factor, la serata degli inediti, parte con i Subsonica, che mettono su un medley di tutti i lor vecchi brani (da Discolabirinto fino a Tutti i miei sbagli) con l’intento di scaldarci il cuore. Ma anche di ricordarci che se le canticchi tutte, probabilmente non fai più parte del gruppo dei teenager.
Cattelan continua il “Mi vesto sobrio tour” e per stasera sceglie un elegantissimo Ferrero Rocher come pezzo forte del suo outfit.  Lo show inizia e io sto pregando Dio (non quello della Bibbia, ma quello dei Black Sabbath) che Mara Maionchi regali emozioni anche stasera.

LUNA MELIS: VOTO 7,5
Non ha l’età adatta, sicuramente nemmeno la faccia tosta, ma questa 16enne di Cagliari, grazie anche a un team di tutto rispetto (il suo inedito è scritto da Jake la Furia e prodotto da Big Fish), se ne esce con una hit trap che oltre al nome (Los Angeles), ha anche tutte le carte in regola per non sfigurare di fronte ai colleghi d’oltreoceano. Buono il pezzo, il suo overflow, il ritornello un po’ pop che ti rimane in testa. Alla fine è “Bravo Fish, bravo Manuel, brava Luna!” Bravi tutti, insomma.

RENZA CASTELLI: VOTO 6
Renza arriva all’inedito con un piede già nella fossa. La sensazione è che sarebbe andata al ballottaggio anche scrivendo la nuova Hallelujah di Cohen. Ma ahimè non riesce nemmeno in quello. Il suo pezzo, Cielo inglese, è una ballad romantica con un forte immaginario, ma senza un elemento che ti lasci davvero aggrappato alla canzone. Una voce molto alta ma elegante, un’atmosfera un po’ sognante. “Come dentro un quadro di Chagall” appunto, anche se Manuel primadonna Agnelli dissente. Al ballottaggio ci va con Wait in Vain, Bob Marley, ma il discorso non cambia di molto. Non vederla più esibirsi sarà un dispiacere per gli occhi. I miei, perlomeno.

ANASTASIO: VOTO 8,5
Anastasio, 21 anni, 19 secondo Lodo, 35 in testa (e non solo per la faccia da ragazzo già vecchio). Una maturità artistica vista poche volte sul palco di un talent. È partito amato da molti e ha fatto ricredere anche quei pochi che lo consideravano un abbaglio (sto alzando la mano). Ritorno sul palco con La fine del mondo, già ascoltata alle audizioni, affidata alle le sagge mani di Don Joe per la produzione. Il brano è un inno alla vita: contro la frenesia, contro le imposizioni, a favore di una rivoluzione che parta dal basso, viscerale. Così come viscerale è il suo pezzo, che è parlato, cantato, urlato. Anastasio non sbaglia una rima, una metrica, una singola parola. Confeziona un ottimo singolo che mette tutti d’accordo. Applauso a Simone Ferrari, direttore artistico, per la scenografia. Che se non lo faccio io quest’anno non lo ringrazia nessuno.

SHAROL DOS SANTOS – VOTO 5
Manuel Agnelli, ma cosa hai combinato? Sharol, la voce migliore di questo talent, stecca il suo inedito, presentando una canzone che, prendendo in prestito un’altissima citazione di mia nonna, “non sa né di carne né di pesce”. Il testo, scritto da Manuel (e si sente, un po’ troppo Afterhours), parla del rapporto che la ragazza non ha mai avuto con il padre. E fino a qui tutto bene. Poi però la mossa di renderlo un pezzo mezzo pop con un ritornello EDM e una drum così accentuata non l’ha capita nessuno. Manuel nel presentarla l’ha paragonata un po’ a Beyonce un po’ ad Adele. Ma se metti la prima a cantare un brano che sembra scritto dall’altra, il risultato rischia di somigliare a un pagliaccio che però non ride mai.

Tornano sul palco i Subsonica, stavolta a presentare il loro nuovo disco, intitolato 8, e a questo punto tutti si rendono conto che gli anni sono passati per davvero, e Samuel si sta lentamente trasformando in un De Gregori con meno capelli. Boosta invece ride e scherza sempre, da ormai 22 anni.

NAOMI: VOTO 6,5
Una cantante lirica che sale sul palco a fare esercizio di stile. Il brano, dal titolo, Like the rain, è insipido e non graffia. La scelta dell’inglese, per una che può contare su una voce così potente, fa storcere il naso, perché azzera l’attenzione sul testo, che è stato anche l’unico ad apparire quasi per nulla sugli schermi del palco. Promossa la sua voce ma bocciato l’inedito, si ritrova anche stavolta al ballottaggio, dove invece tira fuori le palle e infiamma, anche se solo per un minuto, l’arena con Bang Bang di Jessie J, Ariana Grande e Nicky Minaj. Continua a sembrare un po’ una caricatura di sé stessa e a rischiare l’eliminazione, puntata dopo puntata. Naomi avvisata..

BOWLAND: VOTO 8
Ora c’è da decidere se siamo qui a fare i puristi o le persone intelligenti. I Bowland restano nel loro mondo fatto di esotismo e trip-hop, ma non si ingabbiano e si presentano al mondo con una canzone (Don’t stop me) più aperta al grande pubblico. Ipnotica si, ma con un buon ritornello che non disdegna il pop quello fatto bene. Adatta da ascoltare sia durante l’aperitivo, nel lounge bar per il cocktail dopocena, o nel vostro underground club preferito (se non siete già ubriachi marci da non riconoscerla). Nota a margine: tra i producer figurano persone che hanno lavorato con i Depeche Mode, Battiato e i Bluvertigo. Chi siamo noi a questo punto per dire non possono permettersi di mescolare pop ed elettronica?

LEO GASSMAN: VOTO 6,5
Finalmente anche Leo si è slacciato la camicia. O almeno il primo bottone. La sua esibizione per una volta è sincera e dettata dall’emozione, complice anche un testo (Piume) scritto da lui. Il brano però è senza infamia e senza lode, e non ha sicuramente il pregio di restare impresso in mente. Apprezziamo sicuramente il percorso di crescita, ma resta un Gassman che parla d’amore e piace alle donne, e non è il primo. E nemmeno il secondo. Che palle.

MARTINA ATTILI: VOTO 8
Martina arriva alla serata degli inediti con un brano (Cherofobia) che su Youtube, complice la sua esibizione alle audizioni, conta 17 milioni di visualizzazioni. Comunque vada questa competizione, appare chiaro che è questa la canzone simbolo di XF12. L’arrangiamento si scosta un po’ dal piano e voce originale, Agnelli ci ha messo dentro un pizzico di radiofonia, che però non guasta, anzi, valorizza una buona voce, una grande maturità artistica e una discreta interpretazione. La dicotomia faccia da ragazzina/bambola assassina è ormai il marchio di fabbrica di questa piccola cantautrice.  Che inizia a collezionare hater, ma il suo cammino verso una finale assicurata non sembra nemmeno lontanamente a rischio.

FUORI CONCORSO 

LA STRA-FACTOR GANG: VOTO 110 CON LODE E BACIO ACCADEMICO
Se siete stati così lungimiranti (o pigri) e siete rimasti sul divano per qualche minuto dopo la fine dello show, beh sto già ridendo insieme a voi senza bisogno che io vi dica nulla. Lo Stra-factor, il late-show che fa da spalla al programma principale, si apre con il featuring che vince dopo soli 18 anni il premio di collab più bella del terzo Millennio. Sul palco Tony, Wayne e Pyrex, in arte Dark Polo Gang, duettano con Pupo e un Elio che si presenta tatuato in volto (un diamante) e sul collo (un Pikachu e la scritta “Pichu”). La Gelato al cioccolato che abbiamo già ascoltato in versione trap nelle scorse puntate ormai è ufficialmente una hit. Elio trappa sulle strofe, pupo canta nel ritornello, la Gang flexa e fa le doppie in sottofondo. In due minuti hanno riscritto tutto il trash italiano. Applausi.

La playlist con tutte gli inediti dei partecipanti ad X-Factor la trovate QUI

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