X-FACTOR 12: LE PAGELLE DELLA SEMIFINALE

Siamo all’ultima rampa di scale. Pochissimi scalini separano i sei ragazzi rimasti in gara dalla finale al Mediolanum Forum. E visto che la Legge di Muprhy non l’hanno scritta a caso, questi ultimi sono bagnati e scivolosi. Come il palco, riempito d’acqua non per giustificare i risvoltini di Leo Gassman, ma per promuovere l’iniziativa Sky contro l’inquinamento dell’oceano. Apre la serata Lorenzo Licitra, vincitore dello scorso anno, poi misteriosamente scomparso stile triangolo delle Bermude. Ha detto di aver passato un anno in tour in tutto il mondo. Che è un po’ come dire “in Italia non mi ha cagato nessuno”. Due manche, due eliminazioni. Nella prima i ragazzi sceglieranno da soli le proprie assegnazioni. Cattelan in versione cosplay: stasera è così brutto che sembra Sheldon Cooper che ad Halloween si vestì da effetto Doppler. image.png

++BREAKING NEWS++
Cattelan ha finalmente ringraziato Simone Ferrari prima di partire con le performance.

NAOMI: VOTO 7,5
Che sarebbe più la media tra un pallido 6 e un molto più convincente 9. Alla prima manche si presenta con Problem di Ariana Grande e Iggy Azalea, ma ancora un po’ fredda, si esibisce in maniera piatta, senza emozioni, e la parte rappata è decisamente a fiato corto. Poi superata la prima fase tira fuori la gemella malvagia. Esce di nuovo e canta Rap God. Si si, proprio Rap God. E riesce a non morire, quindi è già sinonimo di una grande vittoria.

LEO GASSMAN: VOTO 6
Il belloccio, le treccine da Sean Paul, la chitarra, la cover di un ex Oasis (Dead in the water – Noel Gallagher). Mancava il falò in spiaggia ed era subito 1998. Alla seconda manche ci arriva in mezzo a qualche polemica, e dimostra a tutti che esse non erano infondate. Con Com’è profondo il mare di Dalla, Leo Gassman affoga definitivamente ad un passo dalla finale, pagando un gap tecnico ed interpretativo con gli altri concorrenti che stava crescendo di puntata in puntata.

LUNA: VOTO 8
C’è questa ragazzina sarda di 16 anni che sembra il cartona animato Ribelle: The Brave che ha deciso di mettersi a rappare. E che stranamente a me piace. Caparezza prima (Mica Van Gogh), Macklemore poi (Can’t hold us), la piccola Luna dimostra una carica da vendere. Canta, rappa, urla, si carica e carica l’atmosfera. Mezzo voto è destinato a Big Fish che mette i chitarroni nelle intro dei pezzi rap, mossa paracula che perlomeno con me funziona alla grande.

BOWLAND: VOTO 9
Nella vita è giusto prendere una posizione, e la mia è decisamente al loro primo concerto. Sono i più inquadrati a livello discografico, hanno il loro stile ed il loro pubblico. Con Iron di Woodkid sono persino riusciti a far pensare a me e Fedez la stessa cosa, impresa sicuramente degna di nota. Alla seconda manche ci arrivano con Amandoti, CCCP. E loro suonano una bacinella d’acqua, come fai a non volergli bene? Giovanni Lindo Ferretti li avrebbe mandati a fanculo, che è la massima espressione d’affetto di cui è capace.

MARTINA ATTILI: VOTO 6,5
Da La Bambola Assassina il nostro immaginario cinematografico si sposta su La regina dei castelli di carta. Peccato che il castello sia caduto sotto il peso delle sue aspettative. La scelta di portare Hannah Montana (The Climb) non è sicuramente azzeccata, le toglie quella maturità anomale che l’aveva sempre contraddistinta. La performance non è nemmeno perfetta a livello tecnico, e tutto ciò le costano l’eliminazione per direttissima alla prima manche.

ANASTASIO: VOTO 7,5
La sua clip introduttiva si apre con le parole “stavolta voglio rischiare”. Tu ti aspetti chissà quale prova di canto e invece lui si presenta con La porta dello spavento supremo di Battiato, versione piano e voce. E si mette a fare teatro canzone. A livello tecnico c’è poco da commentare, a livello concettuale forse troppo. Nella seconda manche scrive un dialogo a due con il suo cervello, su un bel ri-arrangiamento di Clint Eastwood dei Gorillaz. Ottima l’integrazione tra le parole delle strofe ed il ritornello, mantenuto dalla versione originale così che anche i coetanei della Maionchi alla fine possano uscirsene con “ahh ma questa io la conosco!

FUORI CONCORSO

SALMO: VOTO 7
Comparsata finale, due pezzi e quattro saluti. Il rapper sardo ha chiuso il 2018 davvero con il botto, grazie al successo enorme riscosso dal suo album Playlist. Sempre bello vedere le sue esibizioni, dove il rap si fonde benissimo con la carica e l’energia del rock. Arriva dopo due canzoni con il fiatone. Ci sta dare tutto, ma poi quando ci sarà da tenere un concerto intero come pensa di fare?

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