DAI ROLLING STONES AI VERDENA: ANGIE, LA MUSA DEL ROCK

Tutto è partito – sembra impossibile – da Francesco Sarcina e le sue Vibrazioni. Mentre eravamo impegnati a fare i nostalgici con i successi dei primi anni 2000, io e la mia amica Mariavittoria (ma chiamatela Marvi), che di solito scrive qui, ci siamo trovati a parlare di una delle donne più importanti della storia del rock: Angie.
Io i Rolling Stones, lei i Verdena. Gruppi diversi, epoche diverse, ma un intento comune: quello di celebrare l’amore verso una musa ispiratrice, usando uno dei mezzi più poetici della modernità: il rock.

ANGIE – THE ROLLING STONES (1973)

Scopriamo subito le carte: Angie è uno dei miei pezzi preferiti, una ballad romantica senza tempo. Riesce a far vibrare l’anima, con la stessa delicatezza che Keith Richards usa per pizzicare la sua Fender. Quindi no, non avrò un giudizio imparziale su questo brano.

Il testo, scritto proprio da Keef e non da Mick Jagger, canta della fine di un amore. Angie è il ricordo che non lasceremo mai andare, quello che terremo per sempre custodito da qualche parte nel nostro cuore. Angie è la donna per la quale non smetteremo mai di chiederci “come sarebbe potuto essere”.

Oh Angie, Oh Angie,
when will those dark clouds disappear?

Angie, Angie, where will it lead us from here?

Oh Angie, oh Angie,
quando scompariranno quelle nuvole scure?

Angie, Angie, dove ci condurrà il destino da qui?

Il fascino della canzone in parte è dovuto anche alla figura di Angie: Keith Richards dichiarò di aver dedicato la canzone alla figlia Angela. Peccato che la ragazza sia nata qualche anno dopo la sua pubblicazione (Keef, lo vedi che se ti droghi per 50 anni, poi la memoria fa brutti scherzi?). Ma chi è quindi Angie?  Le leggende sono varie. Qualcuno afferma che si tratti di Angela Bowie, la prima moglie del cantante, che fu l’amante di Mick Jagger. Ma la teoria più accreditata vede dietro ad Angie il nome di Anita Pallemberg, la “donna che spezzò il cuore agli Stones”. Anita fu prima la compagna di Brian Jones, che abbandonò in seguito alla sua (mai risolta) tossicodipendenza. In seguito sposò Keith Richards, da cui ebbe tre figli (Angela compresa), e nel mentre frequentò – non troppo in segreto – Mick Jagger, con il quale recitò sul set di un film.

Un figura capace di far innamorare ed abbandonare tre membri su quattro degli Stones. Una chimera impossibile da catturare, un sentimento sfuggente che rimarrà scolpito nei cuori della più grande rockband della storia.

 

ANGIE – VERDENA (2007)

I Verdena. Un power-trio bergamasco, formato da due fratelli e una forte presenza femminile. Un gruppo che dal 1995 si è imposto come uno dei tanti punti di riferimento della scena alternativa italiana. Spesso accusati per le produzioni affidate alle major, i fratelli Ferrari (e la bassista Roberta Sammarelli) non hanno mai dato peso alle voci su di loro, trovando negli anni un percorso artistico ben definito. Che si basa anche su dei testi scritti apparentemente a caso. In un’intervista, Alberto Ferrari, voce della band, dichiarò: «ognuno vive le cose in modo diverso e le sente in modo diverso. I miei testi non hanno senso, e allo stesso tempo ne hanno più di uno». 

Prima o poi mi sparerai alle spalle, Angie
Credi in ciò che fai
Senza lacrime, mi distruggerai

Guardando l’intro di Angie, brano tratto dall’album Requiem, sembra difficile credere alle dichiarazioni di Ferrari. Il testo parla di un amore morboso, dove si è finiti vittime di una donna forte, decisa, pronta da un momento all’altro a spiccare il volo in nome della sua libertà. Una persona, quella che scrive, intimorita dalla sua forza, in attesa costante di una fine che sembra inevitabile. La paura di essere dimenticati, di non lasciare in Angie un ricordo così forte ed emozionale come sperato. La certezza di non riuscire a sopportare l’idea che questa donna meravigliosa e forte smetta di essere parte della propria quotidianità.

C’è chi dice che questo brano sia dedicato ad una donna, chi invece all’eroina. In entrambi gli scenari, esso racconta un rapporto vissuto a metà tra l’amore e la paura. Una presenza impossibile da gestire, in grado di donare emozioni troppo forti per essere dominate.

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