RECENSIONI – SALMO CI PRESENTA LA SUA “PLAYLIST”

Se votate Salvini bruciate i miei CD e strappate le mie magliette“. Maurizio Pisciottu, in arte Salmo, sparge lezioni di bon ton mentre parla a Rolling Stone del suo nuovo album, Playlist, che arriva a due anni di distanza dal doppio platino Hellvisback. Il nuovo lavoro del rapper sardo ci parla della situazione attuale del nostro paese, tra razzismo, rappusi che scalano le classifiche, collaborazioni importanti e scheletri negli armadi.

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PLAYLIST fuori il 09.11.18

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I colpi di genio sono visibili già dai giorni del promo: in primis la scelta di caricare il teaser ufficiale in un FAMOSISSIMO sito di streaming online (si, proprio questo qui), che gli ha fruttato quasi sei milioni di clic. La seconda sono le già citate dichiarazioni contro il vice-premier, che hanno scatenato un polverone di indignados sui social. E infine c’è stato anche il simpatico siparietto proprio con la famosa rivista musicale, anch’essa bersaglio di alcune strofe non proprio gentili (…meglio che fare il giornalista, e pensare sia un lavoro scrivere per Rolling Stone.., dice in Cabriolet), che però gli sono valse la copertina del mese di novembre.

L’album, 12 tracce secche, per quasi 40 minuti di ascolto, si pone subito l’obiettivo di dare uno spaccato crudo del nostro paese. This is America quindi, ma in versione tricolore, non a caso l’attacco della traccia d’apertura (90MIN, primo singolo estratto) recita proprio “Yeah, questa è l’Italia”. Grazie Childish Gambino per l’idea. I vari pezzi scorrono tra loro senza un grande filo logico o stilistico, proprio come una playlist dovrebbe fare. Tante le collab degne di nota: da Fibra (in Stai Zitto, miglior traccia dell’album, che vede due veterani molto ispirati nel far presente alla scena tutto ciò che non va secondo il loro “modesto” parere), al molto contestato feat (i soliti puristi) con Sfera Ebbasta, nel brano Cabriolet. Ma la Playlist del nostro paese non può non passare dal trap-boy milanese più famoso dello stivale. E allora ecco che alla lista si aggiunge un altro hit-maker sulla cresta dell’onda come Coez, che in Sparare alla Luna, si prende il compito di aggiungere un ritornello da ballad romantica in mezzo ad un album di rime sparate su beat più o meno hardcore (da sempre il marchio di fabbrica di Lebon). Da citare anche Nitro, da sempre colonna del collettivo Machete Crew, e NSTASIA, new-star americana che se non è ancora comparsa nel vostro radar, potete correre a colmare la grave lacuna qui. C’è poi un Salmo alla batteria (in Tiè), che torna a fare quello che gli riesce meglio – rumore – e alla fine, come in ogni bellissimo weekend, c’è il Lunedì, riflessione intima sulla depressione di cui il cantante ha sofferto, primo pezzo scritto e ultimo a comparire in scaletta.

Salmo si porta a casa un buon disco, di sicuro pronto in rampa di lancio verso le vette più alte delle classifiche. Vi abbiamo detto di come i fan più sfegatati abbiamo già storto il naso, accusando il rapper di non aver rischiato con nulla di davvero innovativo, ma piuttosto di aver messo su una dozzina di brani che potessero piacere a tutti, come una sorta di playlist su Spotify.

Ma se il titolo dell’album è proprio Playlist, ci chiediamo cosa abbiano da recriminare.

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