X-FACTOR 13: LE PAGELLE DEL PRIMO LIVE

 

Nuovo giro, nuova la corsa”. Torna, puntuale come il tagadà e la voglia di un limone sulle tazze rotanti alla sagra del paese, il pagellone della 13esima edizione di X-Factor!

Si parte con l’unico tra i tanti passati dal palco del talent che l’X-Factor ce l’ha per davvero: Alessandro Cattelan, in cattedra – ancora una volta – per mettere insieme i pezzi di uno show che sembra sempre più la copia sgualcita di sé stesso. Il conduttore ci ricorda subito qual è la sola cosa che conta: vincere il Casamonica Awards per il vestito meno sobrio. E parte fortissimo con una giacca così poco posh che c’è chi giura di aver visto Elton John prendere appunti nel backstage.

Giro di presentazioni per tutti: dai nuovi giudici, Sfera, Samuel e Malika, ai due ragazzi al timone del late show Xtra-Factor. Con mia grande sorpresa, quello vicino a Pilar Fogliati si rivela essere Achille Lauro e non Jack Skeletron in Nightmare Before Christmas.

Tre manche, tre ragazzi al ballottaggio. Uno verrà salvato dalla grazia presidenziale e gli altri due si giocheranno il titolo di primo concorrente a cadere nel dimenticatoio.

 

PRIMA MANCHE

MARIAM ROUASS – voto 5,5
A lei spetta il compito di rompere il ghiaccio. Se la cava bene: l’apertura con Juice è carica, senza incertezze. Ma con alcune stonature sì. Tutti i giudici sono d’accordo che sia più bella di Lizzo, nessuno che canti molto peggio. Prima concorrente, primo ballottaggio, prima eliminazione (la sua Gioventù Bruciata convince meno che alle audition). Si conferma la profezia cattelaniana secondo cui “il concorrente riccio salta sempre alla prima puntata”.

SEAWARDS – voto 6
Scenografia fighissima. A fine esibizione tutti si aspettano il canonico ringraziamento a Luca Tommassini, anche se non è più direttore artistico da un paio di edizioni. La voce parte un po’ sottotono, ma esplode bene nel momento clou della loro Pyro (Kings of Leon). Mezzo punto in più per il “adesso andiamo nel camerino e ci facciamo un gin tonic” di Samuel quando scopre che sono salvi dal ballottaggio.

EUGENIO CAMPAGNA – voto 7
Chiamate Marco Rissa (e una stylist per favore) e ditegli che abbiamo trovato il nuovo cantante dei Thegiornalisti. Il ragazzo dalla faccia simpatica e gli occhi che ti guardano come a dire “sei tutto l’indie di cui ho bisogno” (semicit.) è bravo, preciso, senza fronzoli. Canta di “vodka dentro una tanica” (Arsenico di Aiello), probabilmente la stessa che si porterà dietro al Rocket ogni venerdì sera non appena uscirà dal talent.

DAVIDE ROSSI – voto 8
Ha cantato How long has this been going on, un brano di George Gershwin del 1927. Voce e piano. E l’ha resa piacevole e non fuori contesto. Basta, punto.

 

Intermezzo Mika, che presenta un brano del suo nuovo album My name is Michael Holbrook, e si conferma la cosa più interessante e spontanea della prima puntata.

++ATTENZIONE++ Dopo soli 70 minuti dall’inizio della prima puntata, arrivano finalmente i ringraziamenti al direttore artistico Simone Ferrari. Ora posso andare a letto, il resto della gara non ha più importanza.

 

SECONDA MANCHE

NICOLA CAVALLARO – voto 8
Avrei voluto vedere le facce di mezza Italia (mia compresa) nel momento in cui Mara, lapsus a parte, ha annunciato che la brutta copia di Josh Homme con la voce da brutta copia di Bruce Springsteen avrebbe cantato This is America di Childish Gambino. Invece l’arrangiamento è azzeccatissimo, lui pure. Sul palco ha credibilità e regge bene il pezzo contro ogni aspettative. Sul finale azzarda anche la sparata vocale: alla prossima dategli le luci e i fuochi d’artificio che il palco lo trasformiamo in un concerto dei QOTSA.

LORENZO RINALDI – voto 6
Il ragazzo ha cantato Don’t look back in anger degli Oasis dalla cameretta in plexiglas di Niccolò Contessa. Quando ho realizzato che fosse nato quasi 10 anni dopo l’uscita del brano mi sono sentito un filino vecchio. Il piccolo Jim Morrison dell’Appennino umbro dimostra una grande sensibilità anche nel cantare un pezzo usato nel 99% dei casi per rimorchiare la Sally di turno durante le vacanze in riviera.

BOODA – voto 6,5
La cantante è una forza della natura, la bassista un personaggio e il batterista ha venduto l’anima al fantasma di John Bonzo Bonham. Avessero cantato “blallo blallo blallo”, anziché 212 di Azealia Banks, non sarebbe fregato nulla a nessuno. Puntano tutto sulla performance, sicuramente loro punto di forza, eppure la canzone resta piatta e il gruppo, come si diceva una volta in questo talent, “non mi è arrivato”.

GIORDANA PETRALIA – voto 7,5
Sfera lancia una provocazione forte: prende la tipa che suona l’arpa e la schiaffa nel suo universo trap. Giordana, grazie a Jocelyne Flores di XXXTentacion, si conferma la ragazza più e meno versatile di questa edizione: può cantare qualsiasi cosa, ma qualsiasi cosa canti esce sempre alle stesso modo. Forse troppi virtuosismi con la voce in un brano dove l’attenzione maggiore va data al testo. Ma se in mano hai un bazooka, prima o poi il dito sul grilletto ti ci scappa. Ballottata ma salvata in corner dal giudice aggiunto Mika grazie ad un’interpretazione, non indimenticabile, di Strange World di Ke.

 

Intermezzo Coez, che nel discorso di presentazione si è ispirato a Myss Keta e ha tirato fuori un I ragazzi di Via Casilina – The Coatto Manifesto. Poi sale sul palco con gli occhiali scuri da “ti sto nascondendo qualcosa”. Azzecca una nota su tre e quel qualcosa che tutti abbiamo pensato smette di nasconderlo.

 

TERZA MANCHE

SOFIA TORNAMBENE – voto 7,5
Taglio di capelli da Fantaghirò, ma voce da Tigre di Mompracem. Riesce a prendere i complimenti dei giudici (e le critiche dei social, ma quelle lasciano il tempo che trovano) nonostante un pezzo molto complicato – Fiori d’Arancio di Carmen Consoli – con un vissuto eccessivo per una ragazza così giovane. Quando tra qualche puntata si scoprirà che in passato ho lavorato per suo zio, mi accuseranno di collusione e le ultime pagelle le scriverò sui pizzini a San Vittore.

ENRICO DI LAURO – voto 5
Quando ho sentito pronunciare il nome di Ian Curtis da Malika ho avuto un brivido lungo la schiena. Se il primo giorno che entri in palestra, dopo una vita costellata di americani e pizzette, ti danno due pesi da 50 kg, le probabilità che tu ti faccia male sono altissime. Il ragazzo non regge Love will tear us apart (Joy Division) e restituisce un’esibizione totalmente impersonale. Al cavallo di battaglia ci pensa da solo a complicarsi la vita con Make you feel love me di Bob Dylan. Ne esce invece molto bene e si salva ad un passo dal baratro.

SIERRA – voto 7,5
Avete presente i due rapper che ricordavano vagamente Pio e Amedeo in vacanza ad Ibiza? Ecco, ai live hanno deciso di mandare i loro doppelganger. Sulle note di Dark Horse di Katy Perry, i Sierra portano un bel testo inedito, un bel’arrangiamento e anche una bella interpretazione. Se imparano a non sembrare cafoni sul palco sono cazzi amari per tutti.

tenor

 

MARCO SALTARI – voto 7
Il secondo compatriota dell’edizione. Due maceratesi nello stesso talent: il prossimo passo sarà la conquista dell’interno palinsesto televisivo,con Varnelli e ciauscolo in prima serata ovunque e comunque. Canta Sugar Man di Sixto Rodriguez, brano simbolo della lotta all’apartheid e ci casca dentro a pennello. Interpretazione vera, senza fronzoli, precisa e molto bella. Il rastaman che ha fatto ricredere persino Sfera, scettico nei suoi confronti, ha l’innata capacità di saper raccontare una storia.

 

Sono le 23.40 della prima puntata ed ecco il secondo ringraziamento a Simone Ferrari. Se continuiamo così in questa edizione stracciamo ogni record.

 

FUORI GARA

MARA MAIONCHI – voto 7
Non si potrebbe dare un voto al Magnifico Rettore al primo giorno di triennale. La padrona indiscussa di casa in più di un’occasione dimostra scarsa lucidità. Qualche gaffe di troppo, ma poi ammette lei stessa che “c’ho il rincoglionimento che avanza, evvai!” e con la sua spontaneità rimette tutto in carreggiata

SFERA – voto Ebbasta
È il ragazzaccio insolente dalla risposta sempre pronta. Il suo sorriso paraculo funziona, i suoi giudizi sulle performance aspettano ancora un arricchimento di vocaboli. Tiene benissimo fino a cinque minuti dalla fine, dove non capisce le critiche di Mika e se ne esce con “smettiamola di parlare di look e parliamo di musica”. L’immagine è quella di un bambino piccato che ruba il pallone agli amici e mugugna: “Basta! mi avete fatto arrabbiare e ora non giocate più”.

MIKA – voto 9
Non è il mio artista preferito, non canta il mio genere musicale preferito, ma ho sempre provato grande rispetto per lui. Come giudice aggiunto consiglia ai suoi colleghi di non lasciarsi influenzare. Sempre onesto e col sorriso, anche quando deve rimproverare a Giordana – rappresentata dal produttore Shablo in quanto minorenne, perché l’incantesimo della mezzanotte esiste anche in tv e non sono in Cenerentola – che “hai sbagliato tutto, ti hanno coperto con l’arpa e vestito come una vecchia”.

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