X-FACTOR: LE PAGELLE DEL SESTO LIVE

Inizia con un’opera di teatro canzone il sesto live show di X-Factor 13. Marco d’Amore aka Ciro l’immortale spiega recitando che il nostro cuore fa 900 battiti al giorno. Quindi ho solo 15 minuti per scrivere le pagelle che poi ci resto secco.

++ Cattelan sgancia subito la bomba: un ringraziamento a Simone Ferrari nel primo minuto di puntata non se l’aspettava nessuno ++

Prima dentro, gas a martello, Giordana ballottata con Davide e a casa.

Questa sera i concorrenti si esibiranno con 40 membri di un’orchestra guidata dal produttore Dardust. Il quale prima di iniziare ci presenta il suo nuovo singolo, giusto per far capire che cazzo di virtuoso sia. Posso dare 12 alla sua esibizione? Nella seconda manche 60 secondi di inedito ciascuno, per tentare di convincere il pubblico che, nonostante sia trascorsa una settimana, è ancora troppo presto per dimenticarsi di loro.

PRIMA MANCHE

SIERRA – voto 7,5
Il mio amore è un carmina burana non lo scrivono tutti. Se non hanno mai inventato il monumental rap, stasera è la volta buona. Rappano sopra Ecstasy of gold di Morricone e riescono a non rimanere schiacciati dall’orchestra. Samuel ci ha visto lunghissimo quando sembravano solo tamarri da spiaggia.

NICOLA CAVALLARO – voto 5,5
Spara con il vocione. E lo sparare con il vocione piace sempre. L’orchestra valorizza il suo timbro e l’esibizione in growl, ma manca completamente di emozionalità. E The Sound of Silence è un transatlantico di emozionalità. Non convince né ora né all’ultimo scontro dove Miss Italia, per lui, finisce qui.

SOFIA TORNAMBENE – voto 5,5
L’esibizione meno convincente da quando calca il palco di X-Factor. L’effetto finale della sua I Love You di Woodkid suona un po’ Björk, andando a mettere l’accento sulle ovvie differenze.

DAVIDE ROSSI – voto 6
Tecnicamente non perfetta ma nel complesso una buona esibizione. Il suo è l’inedito meno ascoltato della settimana, ma uno di quelli che reputo più interessanti. Non schiacciato dall’orchestra ma dalla troppa fama di Shawn Mendes e della sua Treat You Better.

BOODA – voto 7
Spiazzano nella prima parte con un’atmosfera retró, poi cambiano registro e tornano a far divertire ma in maniera più posh rispetto alle altre esibizioni. Ricordiamoci comunque che stanno cantando Hold Up di queen Beyoncé. Basso e batteria, anche con 40 elementi dietro, si muovono all’unisono che nemmeno l’interno di un Patek Philippe.

EUGENIO – voto 4
Slegato dall’orchestra al massimo, cantata svogliato e commette diverse imprecisioni. Massacrato dalla giuria. Male, molto male.

 

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